banda http://www.adelebox.it/
martedì, 09 febbraio 2010

Forse inizia la rivoluzione...

Ciao
La vita ricomincia a mettersi in moto, piano piano, come piace a me, senza affanni, senza premura, voglio godere a pieno di qualsiasi attimo che vivo.
Sabato sono andata ad un corso sul pensiero positivo, è durato poco ma mi ha dato comunque la sensazione di come io mi pongo in modo negativo rispetto alle cose che devo fare. Per esempio, non devo dire: “Oggi non posso fare questa cosa” bensì “Oggi devo ancora fare questa cosa”.
Sono due affermazioni ben diverse. Nella prima già affermo e mi convinco che la cosa non la farò (pensiero negativo), mentre nella seconda mi pongo in modo positivo perché sicuramente la farò (dipende da me). Sembra una sottigliezza a prima vista, ma a rifletterci su, mica tanto.
Comunque ho fatto conoscenza con altre persone e chissà che non ne nasca qualcosa di positivo.
Il corso era tenuto in una libreria, luogo a me congeniale…
A volte, mentre passeggio, mi viene voglia di andare in una libreria. Entrare e trascorrere del tempo, prendendo ogni tanto un libro in mano, mi rilassa. Mi fa stare bene. Mi fa sentire sempre un po’ più intelligente e interessante di come sono realmente. (Fabio Volo)
Come dargli torto???
Annamaria
annamariam alle 17:13 in: pensieri, riflessioni, opinioni, vita, emozioni, quotidiano
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 06 febbraio 2010

Una grande veritĂ 




 
 
annamariam alle 11:27 in: riflessioni, opinioni, vita, video, terzani
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 04 febbraio 2010

Un giorno da dimenticare

Ieri è stata una giornata da dimenticare al più presto. Una giornata a pagare bollette, a fare code alla posta, alla banca…Mi stressano queste cose, perché le trovio assurde, alienanti, una violenza all’individuo.
Tornata a casa sono andata a dormire, il sonno è l’unico modo che conosco per rilassarmi e per tranquillizzare il mio cervello.
Alla sera altro stress, riunione condominiale con gente (italiana) incapace di vivere in modo civile in un condominio. Trovo quasi che sia migliore la famiglia di marocchini che abita sul mio pianerottolo, la trovo una famiglia normale che segue le regole di una civile convivenza. Mi piacciono…
Che stia diventando razzista all’opposto? Beh in fondo non mi dispiacerebbe mica, gli italiani ultimamente li trovo così mediocri, scialbi, ignoranti…
Troppo stress…


  
http://annamariaopinioni.splinder.com/post/22112325/Poveri+italiani...
annamariam alle 10:39 in: pensieri, vita, quotidiano
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
domenica, 31 gennaio 2010

Domanda

Del tuo passato, faresti esattamente le stesse cose, o cambieresti qualcosa?
annamariam alle 10:43 in: pensieri, riflessioni, vita, quotidiano, scelte
commenti: commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, 29 gennaio 2010

Mah...

La mia fase positiva sta continuando ed ho indirizzato la mia attenzione verso una collega giovane.
Da circa un mese sono tornata a fare nuovamente i turni, dopo quattro anni di notte. Ho avuto così l’occasione di parlare con una giovane collega, di raccontarmi con lei, e soprattutto di ascoltare i tuoi progetti, le sue aspirazioni. Mi piace, è forte, determinata, ma spaventata.
Si è sposata da circa un anno e il marito non lavora, e purtroppo c’è solo uno stipendio e tutta la sua vita gira su quest’ultimo. I timori per il futuro sono tanti ed ascoltarla mi ha fatto tornare indietro di trent’anni fa, alla mia giovinezza, quando anche io temevo per me, quando non trovavo un lavoro e la mia impossibilità di fare progetti.
L’ambiente lavorativo poi non aiuta molto, anzi niente. Un ambiente dove si fa carriera solo per raccomandazioni, dove la professionalità e cultura non viene considerata, capi che non sono in grado di gestire il lavoro e soprattutto i lavoratori, chiedendo a chi lavora già di suo di lavorare di più per sopperire ai lavativi, dimostrando così la loro limitatezza nelle mansioni che loro competono. Una situazione che non porta alla speranza di un futuro migliore per i giovani e in questo caso per lei, e questo mi fa stringere il cuore per la tristezza.
Io, da parte mia cerco di consigliarla nei limiti della mia esperienza di vecchia guardia, e sinceramente, lo confesso sinceramente, non vedo l’ora di poter andare in pensione per non assistere allo sfacelo del la mia azienda, in fondo ci sono vissuta per 33 anni , ci sono invecchiata dentro ed in fondo mi ci sono affezionata nel bene e nel male.
annamariam alle 09:22 in: pensieri, riflessioni, vita, sentimenti, quotidiano, scelte
commenti: commenti (12)(popup) | commenti (12)
mercoledì, 27 gennaio 2010

Per non dimenticare...



More about La notte


da leggere...
annamariam alle 12:41 in: riflessioni, libri
commenti: commenti (popup) | commenti
domenica, 24 gennaio 2010

E' capitato a me...

Sto costruendo vari blog con tematiche ben precise. Il perché? Perché non mi va di mescolare vari argomenti, tipo politica, con il sociale, con la politica.
Questo per esempio è stabilito che è un blog personale in cui racconto di me ed allora perché mischiarlo con altri argomenti tipo politica che non è il massimo ma di cui bisogna parlarne per tenere gli occhi ben aperti e non farsi imbrogliare.
Ieri era sabato, ed io avevo bisogno di una farmacia perché nella notte non sono stata bene e il mattino ho dovuto chiamare la guardia medica che mi ha prescritto dei farmaci da prendere. Sorpresa le due farmacie più vicine a casa, tutte due CHIUSE. Ho dovuto fare parecchia strada a piedi per trovarne una aperta comunque fino alle ore 13
E’ questo il servizio dato ai cittadini? E se questi sono anziani con problemi di ambulazione? Ricordiamocene quando sarà ora di votare per le regionali…E non ditemi che non ci sono soldi, hanno speso un mucchio di soldi per il vaccino sull’influenza suina…
Leggete un po’ qui:
http://www.byoblu.com/post/2009/11/16/Influenza-A-la-truffa-suina.aspx?page=all
http://www.informatori.info/RassegnaStampa/Notizie_Informatori/tabid/421/smid/2289/ArticleID/209/t/IL%20VACCINO%20-%20I%20CONTRATTI%20MISTERIOSI%20E%20LE%20MOGLI%20AL%20POSTO%20GIUSTO/Default.aspx
Il signor Sacconi e moglie??? Onesti vero? Tutto a spese dei poverelli come noi. Loro si ingrassano e noi dimagriamo (nelle tasche e nel portafogli)
Allora dicevo, inizialmente, della mia apertura  di vari blog con tematiche precise, vi terrò informati man mano…che scrivo di me qua, spero che continuiate a seguirmi. Bacio e una grande bellissima domenica:
http://annamariaopinioni.splinder.com/
annamariam alle 09:48 in: riflessioni, vita, blog, scelte
commenti: commenti (popup) | commenti
sabato, 23 gennaio 2010

LibertĂ 

Non subordinarsi a niente, né a un uomo né a un amore né a un'idea; avere quell'indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità e, ammesso che esista, dell'utilità della sua conoscenza. [...] Appartenere: ecco la banalità. Fede, ideale, donna o uomo,  professione: ecco la prigione e le catene. Essere è essere libero.
annamariam alle 07:03 in: pensieri, riflessioni, vita, scelte
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, 20 gennaio 2010

I miei fantasmi

Ultimamente non ho più scritto di me, non ho granché da dire, la vita passa e scorre sempre uguale, nella sua mediocrità e mi fa sentire ancora maggiormente i miei limiti.
Ho scelto di leggere altri blog, altri siti. Questo mezzo qual è la tecnologia con internet mi sta facendo scoprire altri mondi, altri vissuti che non avrei immaginato, chiusa come ero tra i muri della mia casa.
Comunque mi sento bene, meravigliosamente bene, ho tanti progetti per la testa, e non ho più la sensazione di perdere il mio tempo. Qualcosa è cambiato in me, come se qualcosa si fosse aperto davanti, è come il nascere di un nuovo giorno, quando si vede il sole sorgere pian pian da dietro la collina. I miei orizzonti si sono allargati, tutto ha preso una nuova dimensione e soprattutto una nuova direzione. Non ho più paura di vivere,  il rendermi conto che sono una persona con tante sfumature di sentimenti, mi fa sentire viva . Sì, mi sento viva e ho voglia di gridarlo, mi sentite?  Sì lo sto gridando a voi gente mediocre, che avete fatto della vostra limitatezza una bandiera, convinti di essere nel giusto, di sapere sempre tutto, i professori vi chiamo io... Puah, ho pietà per  voi, sì mi fate pena, non provo altro sentimento e vi giuro, come è vero che mi chiamo Annamaria,che non perderò più tempo appresso a voi perché questo, per me, è oro.

 
whiteface
annamariam alle 08:23 in: pensieri, riflessioni, vita, scelte
commenti: commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, 14 gennaio 2010

La paura del diverso...



Ricordi di gioventù...
quando i piemontesi ci chiudevano in faccia la loro porta perchè eravamo 
"I NAPULI"...
cambiano i personaggi ma non la storia che invece si ripete...
NULLA DI NUOVO ALL'ORIZZONTE!
annamariam alle 00:41 in: riflessioni, vita, video, quotidiano, razzismo, attualitĂ 
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)
domenica, 10 gennaio 2010

Il Mattutino...

Io non leggo molto L’Avvenire, anzi a essere sincera non lo leggo mai, ma da qualche tempo ho scoperto una rubrica “il Mattutino” di Gianfranco Ravasi.
Ogni tanto scopro qualcosa di vero e di interessante…come questo:
Ognuno-nessuno
Questa è la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno, Nessuno. C'era un lavoro urgente da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ognuno avrebbe potuto fare. «Quest'estate mentre ero in ferie sui monti della Valsassina sulla porta d'ingresso del panificio di una località ho trovato esposta questa "storia" di autore ignoto, un testo originale e simpatico». Con queste righe un lettore di Vanzaghello (Milano) accompagna l'apologo morale che ho pensato di proporre all'inizio del nuovo anno. È una semplice parabola che registra una vicenda destinata a ripetersi chissà quante volte, incarnando quella malattia della società che è lo scaricabarile, l'inerzia, l'indifferenza, il ricorso all'alibi per sottrarsi a un impegno personale, destinato a creare un beneficio anche per gli altri. Noncuranza, trascuratezza, negligenza, disinteresse alla fine corrompono la democrazia, sporcano le nostre città, inquinano l'ambiente, debilitano la sensibilità etica. Si è pronti forse ad essere esigenti sui propri diritti, vomitando insulti di fronte alla più piccola difficoltà o contrarietà. Ma di fronte ai propri doveri si batte subito in ritirata accampando ogni genere di scusa. Lo scrittore inglese Oscar Wilde ironizzava affermando che «il dovere è quello che ci aspettiamo dagli altri». Proprio come suppone la storiella citata, emblema di un egoismo ottuso che scardina il tessuto della convivenza. Ritroviamo, perciò, la responsabilità dell'essere tutti un "Ognuno" con un compito, prima di diventare tutti un vuoto e inerte "Nessuno".
 
Mi sembra di stare nel mio ufficio…..eheheheheh (risata ironica)
mercoledì, 06 gennaio 2010

Stanotte...


Stanotte sarò così



Domani sarò così


Uauh  Magariiiiii.....

COMUNQUE FATEMI GLI AUGURI, io non mi offendo, mi piace tanto la Befana, la festeggio tutto l'anno, quando mi guardo allo specchio...EHeheheheheheh....


disney21
annamariam alle 02:39 in: riflessioni, vita, auguri, oggi, quotidiano
commenti: commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 05 gennaio 2010

Varie

·          Ieri mattina sono andata dal fisiatra, un dottore che mi ha messa a mio agio quasi subito. Mi ha visitata e mi ha dato le terapie che consistono in Kinesi e Tecar. La prima da quel che ho capito è una ginnastica tesa a mettere nuovamente in movimento l’arto mentre la seconda deve essere uno stimolo elettrico per risvegliare i muscoli. Spero di non essermi sbagliata. Una cosa importante che ci tenevo a sapere che il tutto non è doloroso. Meno male, Il mio morale si sta risollendo..
·         Nella mia risposta al commento precedente a Laura, ho scritto che il mio blog è diventato deserto. A pensarci bene, la colpa è mia, un po’ perché non scrivo di cose allegre, ma io avevo precisato tempo fa che questo mio spazio lo avrei usato solo per raccontare la mia quotidianità e sono consapevole che non a tutti può interessare… e poi c’è il fatto che anche io non sono più venuta sui vostri blog a commentare. Sono imperdonabile, ma quando uno è preso dai suoi problemi dimentica il resto. Almeno io sono così, anche nella vita reale. Quando ho un problema mi rinchiudo a riccio, non voglio nessuno attorno a me. Arrivo anche a maltrattare le persone care se insistono nel volermi aiutare….
·         Tempo fa ho scritto un racconto. Mi sono cimentata in qualcosa che non ho mai fatto, e chissà può darsi che ne scriva un altro, intanto beccatevi questo

Anna stava scrivendo il suo diario personale. Era la prima volta che lo faceva, non sapeva neanche lei il perchè di questa sua scelta. Ne sentiva il bisogno.
La sera prima era uscita con la sua combriccola, e il suo era l’appuntamento fisso del giovedì sera. Oramai era primavera inoltrata, l’aria era  calda invogliava ad uscire.
Ritrovarsi con la sua compagnia al solito bar del centro città.
Era già un pò di tempo che li frequentava, tutta gente che lavorava, chi in cantieri, chi in ospedale, chi in fabbrica, insomma brave persone.
Era come al solito in ritardo, oramai loro lo sapevano e l’aspettavano e lei, sinceramente, un pò ne approfittava. Le piaceva farsi aspettare…anche se aveva proprio il vizio di ritardare. Ecco, finalmente era quasi arrivata, adesso il problema era quello di trovare un parcheggio. Mica tanto facile. Alla sera la via era stracolma di gente e soprattutto di auto. Fece un paio di giri, poi decise di parcheggiare in seconda fila. Corse dai suoi amici che stavano parlando davanti al bar, quando la videro arrivare tutta trafelata si misero a ridere: «Perché corri, tanto oramai sei in ritardo…di ben mezz’ora» Anna cercò di trovare una scusa, la prima che le venisse in mente, ma ne aveva già accampate tante le altre volte che lasciò perdere, tanto sapeva che non le avrebbero creduto, ed allora scoppiò anche lei in una risata. Strano pensò in quell’attimo, è tanto tempo che non rido
Stava scrivendo quando suonò il telefono…
Lasciò immediatamente di scrivere e corse a rispondere, quasi inciampando nel tappeto del corridoio. Chissà perché aveva messo questo tappeto proprio qui, pensò, mentre riusciva a recuperare l’equilibrio. Aveva il cuore in gola quando disse quel semplice «Pronto…» 
Sentì un «Ciao»
Era lui, il cuore batteva sempre più forte, non riusciva a parlare, voleva dire qualcosa, evitare di fare la sua solita figura di donna tonta, incapace di tenere un discorso, ma non ci riusciva. Stava ricapitando quello che era successo la sera prima, che non riusciva a mettere una parola dietro l’altra. 
Sentiva in lontananza qualcuno che parlava all’orecchio ma le sembrava lontano mille miglia. Si accorse improvvisamente che non riusciva neanche a ricordare la sua faccia.  L’unica cosa che le tornava in mente era il suo sorriso, dolce ma nel tempo stesso un po’ canzonatorio. Le ricordava qualcuno.
Chissà che avrà pensato ieri sera, di me. Una ragazza qualunque, goffa, imbranata. Eppure aveva iniziato a parlare proprio con lei, solo con lei e adesso era dall’altra parte della cornetta che cercava di dialogare con lei. Si cercava di dialogare  perché in effetti parlava solo lui. Lei l’unica cosa che riuscì a dire era ” sì ” quando lui le chiese un appuntamento. Alle 19,30 . “ Sì, d’accordo, aspetto che suoni e poi scendo” riuscì a dire…
Chiuse il telefono, si  rese conto che non stava sognando, era sveglia e fu presa dal panico. Oddio… e adesso? I capelli, il vestito….
Si dimenticò del diario….
Si guardò allo specchio del corridoio, l’immagine riflessa era quella di una donna trascurata, che aveva perso quella luce che anni prima illuminava la sua persona. 
Ora ricapitava un’occasione, non voleva perderla, era il suo riscatto sulla vita, voleva crederci, non poteva essere anche questa una delusione, non voleva che così fosse. 
Prese una decisione per lei eroica, avrebbe passato il sabato a farsi bella, od almeno a tentarci. Sarebbe andata dal parrucchiere, avrebbe comperato anche un vestito, voleva essere perfetta
Nella notte cercò di dormire ma ci riuscì poco. Il passato tornava alla sua mente, il dolore patito, e non ancora dimenticato, dopo la morte di Marco. Marco l’amore della sua vita. Un’auto lo aveva portato lontano da lei, chissà dove, se lo chiedeva sempre ancora oggi dopo otto anni, si domandava dove fosse, perchè il destino lo aveva portato via, con la felicità, perchè non era più con lei, perchè non riusciva più a sentirlo.  Si alzò, la testa le scoppiava, in questi anni aveva sempre pensato che lei non aveva più diritto di vivere, di provare sentimenti per un uomo, non riusciva ad immaginarsi tra le braccia di un altro, sentire le sue parole sussurate al suo orecchio, le mani di un altro accarezzare il suo corpo. Era tradire Marco
Ma stranamente con Luca sentiva qualcosa di diverso, assomigliava a Marco pensò stranamente o forse  era la solitudine che cominciava a pesare. Gli amici sapevano, cercavano di riempire questo suo silenzio interiore, ma non sempre ci riuscivano, Anche Diana, la sua migliore amica, ogni giorno le telefonava, la cercava, la incitava ad aprirsi ad una nuova vita e lei diceva di “sì hai ragione” più che altro per tranquillizzarla. Povera cara, una grande amica.
Finalmente venne il mattino, si fece già trovata vestita e preparata per uscire…Sperò che da Lucilla non ci fossero altre clienti, non voleva aspettare, doveva andare per negozi per il vestito. Sono fortunata pensò, sono la prima. I capelli li voglio in sù, in modo che si veda il mio viso nella sua intierezza. 
La mattinata la passò a visitare tre boutique. Francamente non sapeva neanche lei cosa comperare. L’unica idea precisa che aveva nel cervello, era quella di comperare un vestito nero. Sì lo voleva nero, voleva esorcizzare il suo lutto, il suo dolore, il nero doveva servire per darle eleganza, signorilità. Il terzo negozio fu il decisivo, provò il vestito e stranamente sentì un sottile piacere passare per la sua schiena e venire a riscaldarle il cuore. Sentì che Marco la stava guardando, sentì che approvava la sua scelta, sentì che era di nuovo al suo fianco, sentì che era tornato, sentì che era nuovamente con lei.  Si sentì leggera….e finalmente le lacrime cominciarono a scorrere.
domenica, 03 gennaio 2010

Mah...

Ho fatto una scoperta che mi ha lasciata allibita. Ho cercato su questo sito: http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=70&lang=it
una canzone di Pierangelo Bertoli un cantautore che avevo amato in gioventù …Non che adesso non lo ami più anzi, avendo internet, avevo trovato il video su di lui e lo volevo pubblicare qui.
Sorpresa! Il video è stato cancellato da You Tube.
Io non voglio pensare male perché non voglio pensare che ci sia stata una qualunque censura dato il contenuto della canzone più che attuale, ma se così fosse, trovo la cosa molto PREOCCUPANTE!
La canzone si può ancora ascoltare e comunque il testo fa così
Dopo la sporca guerra
dopo che il mondo tremò
alla nativa terra
ogni soldato tornò
dai campi più lontani
tornano vinti ed eroi
solo chi cade non ritornerà
resta una vita a metà.

Soldato ignoto
che riposi nell'Afganistan,
in Palestina
fra i silenzi dei boschi in Vietnam
dentro ai Balcani
nelle antiche città dell'Iraq
per l'interesse che cuore non ha
l'alba non ti sveglierà.

La neve cadrà
il mondo che ha fretta dimenticherà
e non parlerà di te
io non piangerò
se il fuoco si spegne lo riaccenderò.

Al scender della sera
l'ombra della libertà
innalza una preghiera
a tutta l'Umanità
fai che riposi in pace
il figlio che non ritornò
manda i potenti a morire per noi
risparmia i figli tuoi.
 
Dalle parole può venire un dubbio, vero? O sbaglio?
Anche se ho male alla gamba...il mio cervello funziona bene??? A voi l'ardua sentenza!
sabato, 02 gennaio 2010

Propositi...

Amare. Essere amati.
Non dimenticare mai la propria insignificanza.
Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita intorno a te.
Cercare la gioia nei posti più tristi.
Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana.
Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici.
Rispettare la forza, mai il potere.
E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo.
E mai, mai dimenticare.
(Arundhati Roy, "Guerra è pace")


Non amo molto fare propositi per gli anni nuovi, ma in questo momento particolare della mia vita, sento che sia necessario crearmi una specie di percorso per non sbandare, per non uscire fuori dal tracciato, per non rischiare di perdermi…e soprattutto non perdere tempo.
E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo.
E mai, mai dimenticare.

annamariam alle 01:51 in: riflessioni, vita, emozioni, scelte
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 31 dicembre 2009

Auguri...

Mi sento un po’ giù, anzi sono un po’ preoccupata. Sono andata a prendere gli esiti dei raggi, era meglio che fossi andata a prenderli  dopo le feste. Non vanno bene e lunedì devo andare dal fisiatra a farmi visitare e farmi dare la terapia…
Mah, non ho più voglia di scrivere, non mi sento in vena.
Vi auguro un bellissimo inizio  2010 e che duri tutto l’anno, un bacio a voi tutti.

annamariam alle 10:40 in: riflessioni, vita, oggi, video, quotidiano
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 28 dicembre 2009

Tre giorni...

Sono finite le feste di Natale, chissà perché le feste finiscono sempre in fretta, il tempo passa talmente velocemente che non te ne accorgi neanche. Che palle! Domani nuovamente al lavoro…lì sì che il tempo non passa mai!  E adesso, vi prego, non tiratemi fuori, il discorso che forse il tempo lì non passa mai perché non lo amo tanto…non lo accetto, perché non è il lavoro che non mi piace ma solo alcuni colleghi che hanno e continuano a rovinare l’ambiente…
A proposito quella specie di uomo non cresciuto in altezza (avete capito di che parlo, vero?) è convinto che i fannulloni  siano quelli che stanno in mutua, ma non ha ancora capito che i fannulloni stanno anche sul lavoro??? Ce ne sono anche parecchi! Altro che! E quando si parla di lavoro di squadra, i poveretti che lavorano veramente devono sopperire anche per loro…Lo so che sto facendo la solita guerra dei poveri ma vorrei avere una gratificazione economica quando devo lavorare per due!
Parliamo d’altro… ieri sono andata a casa di D & D (due sorelline simpaticissime) ma dopo pranzo sono dovuta tornare a casa perché la gamba mi faceva nuovamente male. Comunque ci siamo scambiate i regali. Ho ricevuto un libro e quattro CD di musica classica suonata al pianoforte. Regali DOC  nulla da ridire.
Se devo fare un bilancio di queste tre giornate di festa, non posso dire altro che sono state positive.
Sto mettendo in gioco nuovamente la mia vita come una ventina di anni fa, è dura. Allora ero più giovane e il ricominciare è meno doloroso, oggi  a quasi sessant’anni è più difficile, più faticoso, gli anni si sentono ma l’anno prossimo sarà come questi giorni, sento che sarà un bellissimo anno.
Lo so dipende da me…
venerdì, 25 dicembre 2009

Natale

Una bella giornata tranquilla, di quelle che piacciono a me. A casa di M., abbiamo mangiato, chiacchierato,  ricordato i tempi passati, pettegolato un po’…insomma una giornata tranquilla.
 
Il Natale è passato senza fronzoli, senza scosse, senza problemi. Tutti buoni, tutti gentili, tutti sorridenti, una sindrome del buonismo stampata sui visi della gente. Ma sono tutti sinceri? Io non credo, sarò pessimista, ma do tempo qualche giorno (bastano due o tre giorni, non di più) che tutto tornerà come prima, la solita vita, la solita incapacità di guardare oltre il proprio orticello, la poca voglia di guardarsi dentro, di chiedersi chi siamo, cosa vogliamo, chi abita vicino a noi…
Sì,  fra qualche giorno tutto ritornerà come prima.
Pessimismo il mio, ma l’euforia che vedo tutti gli anni in questo periodo mi sembra costruita, non vera, non genuina, creata forse per dimenticare i problemi esistenziali, per non pensare a chissà cosa, forse alla cassa integrazione, alla perdita del lavoro, alle pessime condizioni economiche e sociali in cui versa questa nostra Italia, il povero è diventato ancora più povero, il ricco è diventato sempre più ricco, eppure… le piste di sci sono piene di sciatori, le gastronomie piene di gente con il numero in mano in attesa di acquistare le pietanze già pronte, le strade intasate di auto in coda…ma sì adesso stordiamoci, dimentichiamoci, spendiamoci, il domani poi verrà…è dietro l’angolo, poi ci penseremo…Domani è un altro giorno…
 
Sto leggendo: Il risveglio del pensiero positivo di Ormea Negri, forse ne ho bisogno…
annamariam alle 23:34 in: pensieri, riflessioni, vita, oggi, quotidiano
commenti: commenti (popup) | commenti
mercoledì, 23 dicembre 2009

Natale

Questo è Natale per me:

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/12/articolo/1965/

Un piccolo tassello nella vita quotidiana e lavorativa...

Solo un piccolo dubbio mi assale quando leggo:
una rappresentanza politica e sociale organizzata, radicata nel mondo del lavoro,
Dove la trovo? Nel mio ambiente di lavoro, io sono anni che vedo solo clientelismo...altro che sindacato rappresentante dei lavoratori!

P.S Anche io oggi ho rinnovato l'abbonamento al Manifesto.

Buon Natale a tutti voi accompagnato da un abbraccio da Annamaria
 
annamariam alle 19:52 in: riflessioni, vita, manifesto, quotidiano, scelte
commenti: commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 22 dicembre 2009

VerrĂ  la morte...

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Cesare Pavese
 
annamariam alle 08:41 in: poesia, pavese
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)